• Eleonora

Prendersi cura

Chiusa in casa come tutto il mio popolo, m'affaccio a questa finestra virtuale col primo disegno del mio blog.

Come ho sempre sostenuto, il disegno, come qualsiasi altra forma d'arte, è comunicazione, ed è ciò che ci resta ora, in questo periodo così duro in cui dobbiamo mettere in gioco la nostra libertà di movimento, il nostro desiderio di contatto fisico, il nostro bisogno di sole e aria aperta. Fuori splende un sole noncurante dei nostri drammi, e la primavera non si dimentica di risvegliare una natura fin troppo ferita da una razza che ora ad essa deve piegarsi.

L'abbiamo avvelenata, del veleno che naturalmente portiamo in corpo, e che siamo così bravi a nutrire. E ora lei ci restituisce il conto.

E dalle nostre gabbie di mattoni, non sazi del male fatto, ancora ciechi e sordi, puntiamo il dito verso il vicino che corre, quello che porta il cane fuori, quello che pur di vedere il sole va tre volte al giorno a fare la spesa. Mentre ci sfugge che il mostro più grosso, quello più brutto continua a prendersi gioco di noi.

Show must go on. La produzione non deve fermarsi, il soldo deve fluire, il cartellino va timbrato. A tutti i costi. Anche al costo della salute umana, che ben sopra abbiamo apparentemente messo a quello della salute del pianeta.

Ma le due cose sono strettamente interconnesse. E i nostri ritmi, i nostri modi di lavorare, i nostri modi di intendere, o meglio di fraintendere, la ricchezza, stanno uccidendo il pianeta, e di conseguenza noi.

Noi che senza sole moriamo, che senza una passeggiata ci deprimiamo, che non siamo capaci più di sederci a tavola con la nostra famiglia e di goderne, o come in altri casi, che temiamo la solitudine.

Per la prima volta qualcuno oggi ci toglie il potere di nutrire questa bestia inarrestabile. Nulla di superfluo deve andare avanti. E io sono come la maggior parte di voi nella parte bassa della catena alimentare umana. Pochi spiccioli da parte, l'affitto da pagare, un figlio da mantenere. Se la macchina si ferma, io subirò grosse ripercussioni. Eppure capisco. Capisco che occorra fermarsi. Ho paura. Ma ora serve coraggio. Teniamo duro, impariamo, ricordiamo. Ricordiamo.

Perché quando tutto sarà finito, dovremo ricominciare. E questa è una benedizione. Un dono che non meritiamo. Ma che la natura ci sta preparando.


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